1969, Lucio Fulci.
George è proprietario di una clinica a San Francisco, che gestisce insieme al fratello. Sua moglie Susan, malata e in pessimi rapporti con lui, muore in strane circostanze e si scopre che aveva stipulato un'assicurazione sulla vita, della quale George è beneficiario. Partono delle indagini dell'assicurazione che presto porteranno a chiamare la polizia.
Troppi gli indizi che rendono sospetto George, anzitutto la polizza, poi il fatto che ha un'amante stabile, una fotografa. Nemmeno il tempo del funerale e lo vedono in un locale di spogliarelli fare amicizia con una certa Monica, che capelli ed occhi a parte è copia conforme di Susan, cosa che sconvolgerà George. A casa di Monica si rinverranno prove che faranno apparire i 2 neo-amanti complici e dopo che... ma anche che... George rischierà la camera a gas, ma devo fermarmi, siamo nemmeno a metà film solo che partirebbero spoiler a raffica, un peccato che non voglio accollarmi.
Giallo raffinato un po' noir, alla Alfred Hitchcock, con tante immagini suggestive ed accompagnato da una musica "stilosissima" jazz orchestrale composta e diretta da un grande dimenticato, Riz Ortolani, e poi c'è una quantità di gnocca spaventosa!, mica la roba fatta e rifatta di oggi ritoccata da chirurghi e post-produzioni, donne vere tutta natura sprizzante feromoni. Nella prima metà del film ci saranno un tot di scene che faranno schizzare il testosterone, ma anche per chi produce progesterone ci saranno stimoli adeguati. Il film fu vietato ai minori prima, poi addirittura ritirato per oscenità, costringendo Fulci ad operare dei tagli per farlo tornare nelle sale dove ebbe nonostante ciò un ottimo successo. Fortunatamente dal 2006, col titolo "Perversion story", è disponibile una versione in dvd totalmente priva dei tagli ed è quella da vedere.
Per me Fulci è già regista di culto, molto "internazionale" per qualità, e questo film girato negli Stati Uniti ne esalta ulteriormente l'aspetto. Non voglio dire nemmeno che sembra questo o quello, è proprio Fulci, che come Mario Bava solo la censura poteva mettere a freno altrimenti chissà cosa faceva! Lo ha anche scritto il film insieme a Roberto Gianviti, sceneggiatore italiano tra i più eclettici e prolifici.
Bellissimo e imperdibile. Se non lo conoscete proverete il mio stesso stupore: Toh, c'erano italiani che facevano film del genere? stento a crederlo!
Curiosità: anche "Beatrice Cenci", stavolta però in Inghilterra, uscì col titolo Perversion Story. Evidentemente il binomio Fulci-Perversione all'estero ha successo.
Qua un po' di frame sono doverosissimi
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| Jean Sorel per le signore, un bel tipo, bisogna riconoscerlo. occhio allo specchio |
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| Marisa Mell, indimenticabile Eva nel Diabolik di Bava |
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| immagine simbolo del film |
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| ci sono molte bellissime immagini di San Francisco, sceglierne una sola non è stato facile, tra l'altro in alcune la messa a fuoco perfetta di soggetto in primo piano e sfondo sono d'alta maestria |
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| più di un momento a puzzle. qua, penso mi capirete, avevo le pupille in totale frenesia |
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| una stanzetta che non augureresti a nessuno (io un noto petonano che ce lo ficcherei dentro volentieri, ma vado fuori argomento, e pure legge...) |
Potevo non mettere un brano musicale della o.s.t.? Sentite che roba, grande classe! Poi col sax, lo strumento che ho amato e suonato anche e sì, mi scappa la lacrimuccia. Godetevela nel trailer americano, che è anche una succulenta anteprima.
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